giovedì 29 marzo 2012

del catalogare, del raccontare, del bisbigliare....

Il catalogare, l'archiviare è un gesto che fa memoria, che la fabbrica.
è saper chiamare le cose con nuovi nomi, cercare le loro storie facendone documento, ricordo.

Credo che le piccole cose intorno cui nasce l'idea del creativo e si realizza il desiderio, il ricordo di colui che trova quella creazione, abbiano diritto ad una storia raccontata, inventata, bisbigliata...
Una storia piccola ma che dica una relazione.
Nella mia sperimentazione quotidiana sulla meravigliosa strada del creare, del trovare, dell'incontrare attraverso le cose, vorrei provare a farmi raccontare storie, ad intessere relazioni intorno ad un piccolo oggetto: il bottone.

Perciò dal trovarli, incontrandoli come minuscoli tesori, dal mostrarli, dal catalogarli, vorrei partire per un percorso senza mappa in cui la strada vorrei tracciarla in due (io e chi mi commissionerò il lavoro)...
Racconteremo insieme la storia delle cose, il pro-getto, il ricordo da cui parte il desiderio.
Io posso lasciare bottoni per via, come minuscoli indicatori, attendendo chi vorrà raccoglierli....













Sulla strada vi aspetto per un pò...fino al 1 aprile 2012, domenica prossima.
Fino allora acceterò prenotazione del bottone e indicazione del gioiello che desiderate...
Basterà scrivere al mio indirizzo mail indicando quale bottone pensate...

Spero di non restare sola, su questa strada....

Per avere sempre qualcuno con cui bisbigliare nella notte, misteriosamente ricordando, a luce spenta...

NOTA: i miei bottoni sono rigorosamente vintage, di un periodo di tempo compreso tra gli anni '20 e '70, spesso pezzi unici. Dettagli dei singoli bottoni saranno inviati su richiesta

lunedì 26 marzo 2012

perchè essere felice quando puoi essere normale?_ovvero diario di viaggio postumo di chi resta senza la sua fabbrica di immagini (parte 2)

Questo è il post delle Cose, quelle trovate e di cui ho taciuto nella prima parte.
Perchè adesso hanno spazio in casa mia, nel mio cuore, possono diventare possibilità, gioia, storie e nuova memoria.
Non sono più oggetti smarriti, sono Cose trovate...
Ora sono le mie cianfrusaglie del cuore...
Una cascata di bottoni in ceramica, corno, madreperla, stoffa, smalto

penso a come mettevano cura nel fare i dettagli come gioielli, e questa è una cosa che mi piace...perchè chiede attenzione




poi ci sono le fotografie antiche, che sono proprio lo scrivere dei ricordi con la luce, con quelle presenze nobili, fantasmatiche, perdute....



com' erano seri questi bambini di centodieci anni fa....
com'erano belle e forti e fragili queste donne








ecco...alla fine ho trovato le parole che cercavo, le analisi faticose delle nostre scuole elementari su cui abbiamo formato il linguaggio, le storie vecchie e nuove, i libri che diventano regalo....









vecchio e nuovo....insieme...si danno senso reciproco....





è così che "le rose invecchiando diventano alberi" la bellezza fa radici....








domenica 25 marzo 2012

perchè essere felice quando puoi essere normale?_ovvero diario di viaggio postumo di chi resta senza la sua fabbrica di immagini (parte I)

La mia parentesi periodica di sospensione che di solito è qui

(mia foto del settembre 2011)

è iniziata con una privazione.

Ecco...ho dimenticato a casa la fotocamera, ultimamente mia appendice necessaria di ogni giorno.
Ecco...dopo l'iniziale disperazione, ho imparato che dimenticare e perdere, lasciarsi dietro gli oggetti può farti trovare le Cose.

Allora vi racconto il mio percorso senza immagini, ma con suggestioni cercate postume a dare un senso a posteriori, come in un collage che sposta il senso e ne trova altri mille, come navigando con i propri tragitti sulle orme di altri...che mi pare una cosa bella :)

Il senso del mio muovermi è stato la ricerca, la memoria, l'esplorare la parte ignota della città che amo e che così spesso percorro quando cerco una risposta, che ormai misuro con i miei pensieri di quella volta che..., con le occasioni e gli incontri di quando...., con la fetta di torta che mi ha deliziato quando...

Ecco...
subito sono andata a fare un tuffo nel passato e nel saper fare.
E quale miglior luogo del mercato dei Ciompi?
(foto tratta dal blog di Stefania )
E' proprio un posto magico di lentezza, di minuscole cose che ti sussurrano storie di vite, di lontanze e prossimità, di accumuli di vite, di perdite, di cerimonie quotidiane, del susseguirsi dei figli ai figli, di sguardimaniregaliereditàperditeritrovamenti....Si sente l'odore incantato della vecchiezza.
Se si tende l'orecchio attentamente si sente il sussurro delle cose, il bisbiglio del tempo che fa eco dei bauli, dalle valigie, dai libri.  E non puoi che innamorartene.
Quel posto diventa il centro delle tue ricerche, un punto di partenza e di ritorno, una scatola delle meraviglie e delle storie perchè c'è gente che ti racconta la favola delle cose, la strada che può aver fatto per essere su quei banchi, a chi può essere appartenuta una spilla, un abito, una fotografia.
io ho trovato bottoni favolosi e fotografie dei primi novecento. Struggenti... (ma questo vale un altro post:))
Ho navigato quelle foto: ho pensato alla memoria perduta perchè nessuna famiglia li ricorda se non misteriosamente magari in un naso o nel colore azzurro degli occhi, a quelle icone domestiche di parenti lontani, ai legami tra i vivi e i morti. Ho pensato che si vestivano a festa per fare quelle foto che diventavano un rito e un legame perchè spesso erano appese in casa al posto d'onore o inviate ai parenti lontani per far vedere "come siamo, come siamo diventati, che abbiam nuovi figli,nipoti,mariti, nuove spose buone da farne tanti; che abbiamo perle, scarpe, rughe, cerimonie; che abbiamo nuovi morti, vestiti bianchi; nuove malinconie.
Sempre ritratti e dei ritratti subito mi viene in mente una frase di un bel film su Diane Arbus...
"RITRATTO: - Dimmi un segreto...; - Dimmene uno tu prima...dimmi un segreto"
Ecco il segreto che portano dietro quei ritratti mi ha fatto emozionare...
Ho pensato che non erano solo ricordo, erano la Memoria, la comunicazione, il legame con chi stava lontano.

Ho pensato che adesso - dopo 110 anni...- sono senza memoria quelle immagini...che se vengono con me posso ridargli un senso...posso ridargli un segreto, possono dirmi il mio segreto.
Il senso nuovo, il segreto fantasmatico delle cose..

Da qui riparto, dalle fotografie e dal loro senso e arrivo in una bella libreria che adoro e che sta in Piazza della Repubblica: la libreria caffetteria Edison.

 ( questa immagine l'ho presa qui )
 I miei incontri qui sono di quelli fulminanti...
Al reparto fotografia...
I freak, i normali, i bambini di Diane Arbus



che prende la gente, senza rubare nulla, con coraggio si fa raccontare i segreti e li sa mantenere...



(foto tratte dal web)

le presenza fantasmatiche di Francesca Woodman


(foto dal web, video da youtube)
e adesso devo studiarci su...

Se giro intorno incontro chi ha saputo dare un senso allla sua presenza fantasmatica nel mondo, a chi si è sentita dire davvero "Perchè essere felice, quando puoi essere normale?" perchè la felicità, che sa effimera l'ha voluta a rischio di tutto

anche io voglio essere felice, e che mi importa di essere normale, se fuori dal normale c'è il vivere un luogo così forte come questa mia Firenze?

Meglio perdersi, seguendo suggerimenti e scoprendo cose nuove...
E io che voglio fare come i pesci, dove potevo capitare?

Nel negozietto di Borgo Pinti, Pesci che volano (suggerito magnificamente dalla guida di Casa Facile)

(la foto l'ho presa in questo blog, che ne parla e mostra altre immagini :), bella la condivisione, grazieee)

i pesci, minuscoli sono dappertutto...nello smalto blu, nei ciondoli, graffiati sugli anelli; pare di essere nel mare... c'è sempre una ragazza che lavora, con gli occhi neri che sembrano venire da lontano, le mani veloci sanno fare mille cose e sono piene di anelli che quando si muovono sembrano tintinnare come i campanelli delle fate...e pare di sentire che il fare fa rumore...e questo mi piace proprio...

Sono stanca, ho le tasche piene di ciafrusaglie belle, quelle che piacciono a me e sulla strada del ritorno posso fermarmi un pò a riposare alla Libreria Chiari sempre in Borgo Allegri

(foto dal web)

è un meraviglioso posto di libri vecchi e nuovi in cui trovi ne a metà prezzo, usati tanto o usati poco, stampe, musica, guide e carte della città...
e mi ricordo l'altra cosa che vado cercando...ricordate???
Le parolee!!!!
Quelle dei libri per bambini...
ma...
questa è un'altra storia e bisognerà raccontarla un'altra volta...ci sarete?

(special guest del mio percorso è la guida allo shopping di Casa Facile da cui ho tratto alcuni suggerimenti e sul cui tracciato ho potuto inventare, scoprire di nuovo, deviare, cercare....grazie)

mercoledì 14 marzo 2012

vorrei fare come i pesci...

...dice che sanno più di noi di essere vivi perchè si vedono il respiro". (M. Cerri, A una stella cadente)

allora ci sono momenti in cui mi sembra di vedermi il respiro...
io mi sento viva quando scrivo, quando progetto, quando penso, quando contamino il lavoro delle mani con la parola


per tanto tempo mi sono chiesta chi sono e cosa fare per esprimere me stessa...
ti chiedono tutti di scrivere un curriculum, e bhe, il mio lo ha scritto prima che io nascessi Wislawa Szymborska:

Cos’è necessario?
E’ necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si è vissuto
il curriculum dovrebbe essere breve.
E’ d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e ricordi incerti in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio scoperto.
E’ la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.


io non so cambiare i paesaggi in indirizzi, non appartengo a nulla ma ho molti perchè, non mi piace evitarmi, e sono piena di canigattiuccelli e cianfrusaglie del passato, amici e sogni. 
penso ai titoli e ai contenuti, parlo troppo con me stessa, il mio orecchio sente carta che viene letta, sfogliata, amata.che ha qualcuno che si prende cura delle storie....

il mio orecchio sente le parole...

da grandi si dimentica tutto, da piccoli si hanno le idee chiare, i desideri sono così possibili che non pensi mai che non saranno realizzati...
da piccola volevo fare la scrittrice, inventavo storie da tutto, catalogavo le cose e le parole, le maneggiavo, ne inventavo le fila, il senso...poi leggevo leggevo leggevo...

dopo mi sono persa per strada, ho avuto paura, non ho avuto tempo, non ho avuto coraggio...
adesso ho strada coraggio parole tempo..non voglio più avere paura....

per scrivere ho bisogno ancora di catalogare, di cercare e ricercare, di stringere relazioni, ho bisogno di parole...

adesso penso ad un progetto e vorrei le vostre di parole... oltre e insieme alle mie ,
quelle che hanno pronunciato i vostri figli bambini nipoti all'inizio del loro parlare perchè le parole sono il posto delle relazioni, dei desideri, dei segreti, dei silenzi....

aspetto proprio le vostre con fiducia...grazie se me le affiderete, io ne avrò cura :)
 

martedì 6 marzo 2012

anima fragile_dentro le cose ovvero dello stupore.

Dentro le cose ci metto la testa che nel mio "piccolo dizionario rimaneggiato della lingua italiana secondo me"significa la ricerca del centro, la traccia di un percorso, le ispirazioni, le impronte di libriraccontivitaviaggidaferma, degli anelli che ho portato, dei gesti delle carezze degli schiaffi che ho dato, delle ferite, delle parole che ho scritto, delle favole...
Dentro le cose ci metto gli occhi azzuriverdeoro dei gatti, lo stupore che sia dalle mie mani che viene tutto.
Dentro le cose ci metto la stanchezza, la delusione, l'entusiasmo di un progetto e l'esaurirsi di esso...
Dentro le cose ci metto il silenzio come di chi fabbrica un amuleto.
Adesso so che "le cose non rispondono agli estranei", che diventano proprie quando le vivi e ci lasci le impronte sopra...

Il mio centro è fatto di un bottone, una cosa preziosa e minuscola, che serve per chiudere ma che si apre un varco, che collega due lembi, che tiene insieme due parti separate.
ecco...una cosa che per vederla devi mettere attenzione, un dettaglio prezioso che magari resta nascosto, che vuole occhi che sanno vedere...


Il mio modo è fatto di equilibri un pò spostati, perchè le cose perfette mi fanno paura da quel giorno in cui la mia insegnante di latino, all'università, ci raccontò che per-factum per i Latini era "fatto compiutamente, finito, terminato da non poter aggiungere nulla...dunque...morto...." invece vorrei sempre che chi porta con sè una delle mie cose non sia a "portare via" ma che mi porti una storia o una emozione o un pò di piccola poesia, che per un attimo una luce blu brilli dentro gli occhi...




Il mio contorno è fatto di ricerca di materiali, di innamoramenti da farci follie, di incontri, di rischi, di caso e caos, di parole, di attese che non contano il tempo.





martedì 28 febbraio 2012

anima fragile_che le rose, invecchiando, diventino alberi

Con le mani modello il mio mondo, così mi hanno insegnato...
cosi sa fare la mia anima fragile
che ricorda le ninne nanna, le sa reinventare,
sa che il suo mondo è un pesce


che lo schema può avere miracoli

La fiera dei miracoli

Un miracolo comune:
l'accadere di molti miracoli comuni.

Un miracolo normale:
l'abbaiare di cani invisibili
nel silenzio della notte.
Un miracolo fra tanti:
una piccola nuvola svolazzante,
che riesce a nascondere una grande pesante luna.
Più miracoli in uno:
un ontano riflesso sull'acqua
e che sia girato da destra a sinistra,
e che cresca con la chioma in giù,
e non raggiunga affatto il fondo
benché l'acqua sia poco profonda.
Un miracolo all'ordine del giorno:
venti abbastanza deboli e moderati,
impetuosi durante le tempeste.
Un miracolo alla buona:
le mucche sono mucche.
Un altro non peggiore:
proprio questo frutteto
proprio da questo nocciolo.
Un miracolo senza frac nero e cilindro:
bianchi colombi che si alzano in volo.
Un miracolo – e come chiamarlo altrimenti:
oggi il sole è sorto alle 3,14
e tramonterà alle 20.01
Un miracolo che non stupisce quanto dovrebbe:
la mano ha in verità meno di sei dita,
però più di quattro.
Un miracolo, basta guardarsi intorno:
il mondo onnipresente.
Un miracolo supplementare, come ogni cosa:
l'inimmaginabile
è immaginabile.

(W. Szymborska)
Sulle mani ho letto il passato, nelle dita il futuro...

Con gli occhi ora vedo che le rose invecchiando diventano alberi e fanno radici, e fanno spine e fanno rosso, verde, rosa, bianco...






Dentro gli occhi ogni cosa diviene creazione,
ogni cosa diviene preziosa
e bella come solo la fragilità sa essere.....